Fausto Puglisi

Viaggiatore, come è prerogativa degli isolani, incline al collage culturale perché figlio di una terra nella quale le influenze si sono stratificate nei secoli, fondendosi in un patrimonio aspro e composito, Fausto Puglisi, siciliano di Messina, inizia la propria carriera negli USA. Sono la passione per l’immagine e il gusto per il rigore della sartoria, uniti al desiderio di mettersi alla prova con sprezzo delle difficoltà, a portarlo oltreoceano, forte solo di entusiasmo e studi classici. A New York il suo lavoro è apprezzato e fotografato da stylist e image-maker. In breve tempo, entra in un circolo virtuoso: crea costumi per celebritiy quali Jennifer Lopez e Whitney Houston; Sarah Stewart compra la collezione – pochi separates decisi – per lo store Maxfield di Los Angeles. Altri seguono, ma la svolta avviene altrove: in Italia, nel 2010, quando Domenico Dolce e Stefano Gabbana lo coinvolgono nell’innovativo progetto Spiga 2.

L’esposizione nel concept store milanese dà l’abbrivio: nasce una maison fatta di erotismo ed energia, massimalista con una asciuttezza minimal, minimalista con un frisson maximal. Il lavoro sartoriale produce attenzione mediatica: mentre da Milano crea abiti per donne vere, Fausto Puglisi frequenta i territori globali dello showbiz. Immagina i costumi per Nicki Minaj e M.I.A per l’halftime show di Madonna al Super Bowl del 2012, ad esempio. Nello stesso anno è nominato direttore artistico della maison Ungaro: debutta in passerella a Parigi a Marzo 2013. A Ottobre 2013 sfila per la prima volta in calendario a Milano con la collezione che porta il suo nome.

Apollineo e dionisiaco, eccesso e purezza si incontrano in un baccanale grafico nel lavoro di Fausto Puglisi. Il suo stile fonde elementi opposti in un’armonia carica di tensione: l’ornato barocco e il ritmo inesorabile dell’optical; il sex appeal carnale e la ritrosia castigata; eroismo e polvere di stelle; severità e sfrontatezza. Onnivoro, Puglisi insegue un ideale di bellezza come carattere, senza tempo e senza età, sintetizzando pulsioni opposte in un segno incisivo.

Fausto Puglisi ama le iperboli perchè rifiuta i compromessi. E’ il tocco secco, maschile a far detonare la femminilità, in un cortocircuito nel quale l’elettricità sessuale non esclude l’aplomb assoluto. “Moda come desiderio” è il suo messaggio: patinato, viscerale.

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