Il nostro gruppo

Creatività e innovazione: le ragioni del successo del Gruppo Gilmar, leader nella produzione e nella distribuzione di marchi di abbigliamento di proprietà – Iceberg e Ice Play – e in licenza – Vivetta, Paolo Pecora Milano e N°21.

Tutto ha origine dal polo di San Giovanni in Marignano – inaugurato nel 1985 e successivamente ampliato – dove ha sede la piattaforma logistica e produttiva, gli uffici stile e la prototipia, il controllo qualità e il reparto spedizioni. Il magazzino clienti è in grado di ospitare, con ordine e sistematicità, fino a 250.000 capi, in quella che viene chiamata “la giostra”, dove sostegni metallici e strutture mobili movimentano i capi.

Il polo – che si estende su 45.000 metri quadri – è sintesi di tradizione e tecnologia, garantendo un servizio ineccepibile nella gestione delle consegne e dei riassortimenti.

Un’organizzazione in piena espansione, che sviluppa un’ampia gamma di prodotto: dal prêt-à-porter di fascia alta, alle linee giovani. Sempre seguendo un percorso di crescita in termini di stile, tecnologia e comunicazione.

Gilmar ancora oggi è completamente in mano alla famiglia fondatrice di cui Silvano Gerani è il Presidente in carica, Paolo Gerani è Amministratore Delegato, Direttore Artistico e guida operativa, Giuliana Marchini è una figura attiva nel consiglio di amministrazione mentre Patrizia Gerani è responsabile dello stile, attiva nel Cda e nello sviluppo della creatività.

Pelota Space Events

Nel secolo scorso vi si giocava alla pelota. Oggi quello stesso sferisterio, nel cuore di Milano e di Brera, ospita eventi di ogni tipo. La pelota ha conservato la propria identità, restituendo alla città il giusto mix tra storia e modernità e uno spazio di 1200 metri quadri fruibili per mostre e presentazioni, eventi e feste.
Sulla mappa di Milano, tra i luoghi storici del centro, la Pelota rappresenta un esemplare modello di recupero architettonico. A due passi da Corso Garibaldi, tra Brera e il triangolo della moda, la location è stata inaugurata nel 1947 e ha animato, per tanti anni, il tempo libero degli amanti del gioco della pelota, da cui prende il nome. Tre anni di lavori di restauro, iniziati nel 1998, hanno riportato questa struttura al suo originario splendore, senza snaturarne gli elementi, ma nel pieno rispetto della sua destinazione.

Lo sport, di origini basche, che vedeva due squadre sfidarsi lanciando contro un muro una palla di caucciù (pelota, appunto), attraverso un particolare tipo di racchetta in vimini, richiedeva una struttura dal soffitto alto, dagli spazi ampi, senza barriere architettoniche, ma con una tribuna che permettesse agli scommettitori di assistere alle partite. Quando, nel 1997, cinquant’anni dopo la sua apertura, Silvano Gerani, presidente Gilmar Divisione Industria acquistò lo sferisterio, decise di sottoporre la location a un ‘restauro conservativo’. Il nome stesso, per esteso, ‘Pelota Jai Alai’, significa ‘Gioco Allegro’ e ne rivela l’origine.

L’intervento di recupero ha riportato all’antico splendore il tempio dello sport basco, mantenendone tutte le caratteristiche. L’atrio con il bancone per le scommesse, oggi utilizzato come bar, e le gradinate per gli spettatori, conservano così il profumo della storia. Perfino il vecchio grande totalizzatore delle scommesse, croce e delizia di migliaia di giocatori, è stato recuperato. Nell’attuale versione, rivivono anche il soffitto del terreno di gioco, dall’altezza vertiginosa e dalle curve singolari, e le originarie piastrelle a mosaico sulle pareti. Sono nuovi, invece i rivestimenti in acciaio delle travi che attraversano tutto lo spazio della Pelota e gli oggetti luminosi ideati dall’inglese Mark Newson, uno dei più influenti designers internazionali.